
Da cinque secoli, nonostante le numerose smentite, la storia di Lucrezia Borgia, figlia di papa Alessandro VI, è circondata da una leggenda nera. Scopri con noi le vicende sanguinarie di Lucrezia Borgia.
Lucrezia Borgia nacque il 18 aprile 1480 a Subiaco. Era figlia del cardinale spagnolo Rodrigo Borgia (in seguito papa Alessandro VI) e di Vannozza Cattanei, dalla cui relazione erano nati inoltre Cesare (1475) e Juan (1476), ai quali nel 1481 si aggiunse anche Jofrè.
Dopo la celebrazione delle nozze, Lucrezia Borgia lasciò Roma alla volta di Ferrara per raggiungere il marito Alfonso I d’Este.
Ferrara accolse Lucrezia Borgia il 2 febbraio 1502 e i festeggiamenti per il matrimonio, accentuati dall’euforia del concomitante periodo carnevalesco, furono veramente straordinari.
Alla corte estense, Lucrezia, che fino a quel momento era stata uno strumento di potere nelle mani del padre e del fratello Cesare, fece dimenticare il suo passato di figlia illegittima del papa e diventò popolarissima tra i ferraresi che l’amarono subito per le sue indubbie qualità: intelligenza e umanità, unite a fascino e simpatia.
Alfonso, che amava profondamente la sua sposa, le affidò molti compiti delicati. Nel ruolo di duchessa di Ferrara si dimostrò sempre capace di equilibrio e saggezza, sia quando si trattò di esaminare le istanze dei cittadini, che di reggere lo Stato in nome del marito durante le numerose assenze di questi, impegnato nelle lunghe guerre in cui fu coinvolto il ducato estense.
Lucrezia Borgia morì a Ferrara il 24 giugno 1519 all’età di 39 anni, dopo aver dato alla luce l’ultima figlia. Fu sepolta nel monastero del Corpus Domini, dove tuttora si trova la tomba.
Lucrezia, durante la sua breve vita, fu accusata di numerosi crimini tra cui l’uso di un veleno micidiale, chiamato cantarella, con il quale lei e la famiglia Borgia avrebbero eliminato i propri nemici, versandolo nelle bevande o sul cibo.
Lucrezia venne associata all’uso di questo veleno, divenendo una delle più famose avvelenatrici.
La sua fama di avvelenatrice oggi sembrerebbe essere frutto di calunnie e di immaginazione popolare, ma grazie ad esse si è guadagnata l’immortalità nell’immaginario comune. Nel 1833 lo stesso Victor Hugo manda in scena un dramma dalle tinte fosche abbondantemente ispirato a leggende e dicerie cinque-seicentesche, tra cui quella della Lucrezia Borgia avvelenatrice. La musica di Donizetti, che alla Borgia dedica un’opera in cui lei è una splendida eroina in chiave noir, ha contribuito ad alimentare l’immaginario collettivo.
Ci sono poche figure del passato che hanno ispirato romanzieri e artisti così come lo ha fatto quella di Lucrezia Borgia. La moglie di Alfonso I d’Este diventò così uno dei personaggi più controversi e affascinanti del Rinascimento.
D’altronde tutte le grandi famiglie del Rinascimento sono state complici di intrighi, congiure e giochi di potere.
La bellissima Firenze non è estranea a questo tipo di vicende. Come non ricordare la famosa Congiura dei Pazzi, una cospirazione architettata dalla famiglia fiorentina de’Pazzi per stroncare l’egemonia dei Medici?
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