
A Firenze teniamo molto alle nostre tradizioni, specialmente quelle più antiche e particolari.
E se vi dicessimo che per Pasqua facciamo volare una colombina con 4 razzi su una corda lunga 150 metri che parte proprio dall’altare della nostra chiesa più importante e fa scoppiare un carro?
Leggete il nostro articolo per scoprire la tradizione dello scoppio del carro!
La tradizione dello scoppio del carro va molto indietro nel tempo, addirittura all’epoca delle crociate.
Nel lontano 1097 durante una crociata per la liberazione del Santo Sepolcro si narra che un valoroso fiorentino, Pazzino de’Pazzi, fu il primo crociato a salire sulle mura della Città Santa e issare la bandiera bianca con la croce rossa simbolo dei crociati e della liberazione.
Per riconoscenza Goffredo di Buglione, il comandante della crociata, dona a Pazzino tre schegge del Santo Sepolcro.
Pazzino tornato a Firenze viene accolto come un eroe e le sacre reliquie del Santo Sepolcro conservate con grande solennità prima nel palazzo di famiglia e poi in varie chiese fino ad arrivare alla Chiesa dei Santi Apostoli, dove tutt’ora, mille anni dopo, sono custodite.
Come arriviamo da una reliquia allo scoppio del carro?
Il fuoco ha valore purificativo e il fuoco sprigionato dallo sfregamento delle tre schegge di pietra portate da Pazzino direttamente dalla terra liberata avevano un valore ancora più importante per i fiorentini.
Iniziò la tradizione di riunirsi a casa Pazzi per poter accendere la propria piccola torcia al fuoco sacro e poi portare la fiamma purificatrice a casa propria.
La famiglia Pazzi passò momenti non gloriosi a Firenze e anche la tradizione del fuoco sacro cambiò.
Presto venne utilizzato, per semplificazione e praticità, un carro che trasportava carboni ardenti infuocati dove le persone potevano accendere le proprie torce e portarle nelle proprie abitazioni.
Questo carro con i fuochi ardenti si trasforma negli anni nel carro che viene fatto esplodere ogni anno a Pasqua a Firenze, capiamo insieme come.
Oggi la simbologia del fuoco purificatore ha sembianze differenti ma sempre legate alla tradizione.
A Firenze per Pasqua il carro che poi diffonde simbolicamente il fuoco è incendiato da una colomba, la colombina, che parte dall’altare principale della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Duomo di Firenze, e colpisce il carro.
La colombina è una colomba finta con 4 razzi attaccati che percorre 150 metri su un filo verso il carro per poi tornare indietro.
L’esplosione del carro è uno spettacolo pirotecnico dai colori accesi e anche molto rumoroso che simboleggia la distribuzione a tutta la città del fuoco Benedetto proprio come secoli prima aveva fatto Pazzino de’ Pazzi.
Fondamentale è che la colombina non si blocchi e che porti a termine il suo compito di colpire il carro, chiamato in fiorentino brindellone, per poter esser di buon auspicio.
Nel 1966, ad esempio, la colombina si bloccò e quell’anno è tristemente noto in tutto il mondo per l’alluvione che colpì duramente Firenze e tutta la Toscana.
Vi aspettiamo a Villa Campestri per ospitarvi e indicarvi le tradizioni più antiche e importanti del nostro territorio e per rilassarvi nella nostra bellissima Toscana.
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