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La bistecca alla fiorentina

Bistecca alla fiorentina di Villa Campestri Olive Oil Resort

Ogni visitatore curioso si trova ad assaggiare il cibo del luogo che visita. Bisogna ammettere che in Toscana ogni turista sarà certamente fortunato perché tra vini pregiati, ottimi formaggi, prezioso olio extra vergine d’oliva ogni palato viene soddisfatto. La pietanza che mette d’accordo tutti e che non si può scordare di assaggiare se vi trovate in Toscana è la bistecca alla fiorentina.

Cos’è esattamente la bistecca fiorentina?

La bistecca alla fiorentina, chiamata anche semplicemente la fiorentina è una sfida per ogni cuoco e molti ristoranti si vantano di cucinarne la migliore. Come riconoscere quindi una buona bistecca?

Per prima cosa è importante il taglio: deve provenire dalla lombata (la zona delle vertebre lombari) di vitellone o scottona. La razza di bovino più famosa è la Chianina.

La razza Chianina

La Val di Chiana si trova tra Siena e Arezzo ed è il luogo di origine di una gigante bovino color bianco porcellana. La razza chianina è una delle più possenti, basti pensare che un adulto maschio può arrivare a pesare tra I 1100-1700 kg!

Questi animali sono molto antichi, sicuramente noti agli etruschi e ai romani ma anche dipinti nelle pitture rupestri.

La chianina non è comunque l’unica razza utilizzata per la bistecca, a seconda dei propri gusti si può scegliere anche un’altra razza ma non il taglio. La bistecca deve avere l’osso ed essere alta e avere il filetto da una parte e il controfiletto dall’altra.

L’origine del nome bistecca

Ci sono due ugualmente valide tradizioni sulle origini del nome della bistecca.

1) Al tempo dei Medici per la festività estiva diSan Lorenzonel quartiere omonimo di Firenze veniva cotta della carna bovina e poi donata alla popolazione. Si narra che degli ospiti inglese chiamarono il pezzo di carne “beef-steak” e da qui il nome bistecca.

2) La seconda tradizione chiama sempre in causa gli inglesi. A fine Ottocento molti gentiluomini benestanti si erano trasferiti nella soleggiata culla del Rinascimento e proprio queste persone si potevano permettere di mangiare carne pregiata che appunto chiamano “beef-steak”.

Qualunque sia l’origine del nome oramai questa pietanza è un emblema della cultura culinaria Toscana.

La cottura

Molto improntate, dopo aver scelto con cura il pezzo di carne e procedere ad una giusta cottura.

La cottura tradizionale impone di aver un camino o un barbecue e cuocere sulle braci.

Le braci devo essere ben calde e la carne va girata solo una volta per lato per poi ultimare la cottura in verticale sull’osso, per questo motivo è importante che si alta altrimenti non starebbe in verticale da sola. Dopo la cottura è sempre buona usanza far riposare la carne per qualche minuto e solo dopo condirla e tagliarla.

Cosa fare se non avete un caminetto o lo spazio per un barbecue?

Potete sempre provare a cucinare la carne sulla griglia di ghisa, dovete, però assicurarvi che la griglia sia molto calda altrimenti rischiate un effetto bollito e non croccante.

Un altro accorgimento importante è non cucinare la bistecca appena tolta dal frigorifero per evitare alla carne uno shock termico.

Vi aspettiamo a Villa Campestri per un’ottima bistecca

Come avete letto gli accorgimenti da seguire sono vari, se non avete un macellaio di fiducia e non siete pratici di cotture non dovete fare a meno di un’ottima bistecca!

Vi aspettiamo a Villa Campestri per mettere a vostro servizio la nostra esperienza e poter gustare un’ottima bistecca selezionata con cura, cotta secondo la tradizione e condita con il nostro prezioso olio extra vergine di oliva!

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