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Sai riconoscere lo Stile Rinascimentale Fiorentino?

Stile rinascimentale fiorentino di Villa Campestri Olive Oil Resort

Durante il Rinascimento le Arti visive hanno creato una rottura con le tradizioni professando un nuovo modo di rappresentare la realtà. La prospettiva e la centralità dell’essere umano diventano caratteristiche dominanti in tutte le produzioni artistiche. Ecco un breve articolo per imparare a riconoscere lo Stile Rinascimentale Fiorentino!

I fondamenti dello Stile Rinascimentale Fiorentino

Firenze, grazie a un lungo periodo di stabilità economica e politica, e grazie al crescere della potenza e del prestigio di alcune famiglie di mercanti e banchieri come ad esempio i Medici, diventa il punto di avvio di una sperimentazione di nuovi linguaggi architettonici e artistici che trovano nelle personalità di Filippo Brunelleschi, Lorenzo Ghiberti, Donatello e Masaccio una reale alternativa allo stile del Gotico internazionale diffusosi tra la fine del Trecento e i primi del Quattrocento anche nel capoluogo toscano.

Molta parte della pittura fiorentina del Quattrocento rispecchia i mutamenti che nel giro di un cinquantennio trasformarono l’assetto sociale della città.

Nella pittura alcuni artisti puntarono alla rappresentazione realistica dei personaggi e del paesaggio attraverso la ricerca di una nuova scansione dello spazio (la prospettiva) e applicando una rinnovata tecnica del chiaroscuro.

Masaccio portò alle estreme conseguenze il realismo di Giotto, suo predecessore, diventando uno dei più grandi interpreti dello stile rinascimentale fiorentino.

Ormai completamente estranei al misticismo e al simbolismo medievali, i suoi soggetti religiosi sono calati nella quotidianità del tempo con scene di strada e interni domestici. I suoi personaggi hanno forme solide e massicce e obbediscono alle leggi della prospettiva.

Il Rinascimento nel Mugello e il Crocifisso donatelliano di Bosco ai Frati

Alla pittura realista di Masaccio si richiama direttamente Donatello (1386-1466), più propriamente Donato di Niccolò di Betto Bardi.

Anche se l’attribuzione del Cristo ligneo di Bosco ai Frati (in Mugello) resta controversa, l’opera rappresenta in ogni caso uno degli esempi più significativi dello stile rinascimentale fiorentino.

La figura è sgraziata, il volto di Cristo ha i lineamenti contratti, la bocca dischiusa, gli occhi semiaperti e la sofferenza è sottolineata dalle gocce di sudore, eppure testimonia una profonda dignità interiore che si manifesta anche nel momento dell’agonia.

Ancor più efficacemente del meglio conosciuto e di sicura attribuzione Crocifisso di Santa Croce (Firenze), qui si afferma l’idea del realismo secondo la quale la perfezione e la grandezza dell’uomo non stanno negli equilibri armonici esteriori, quanto invece nella grandezza dell’animo.

Il Crocifisso ligneo di Bosco ai Frati oggi è conservato nel piccolo museo di arte sacra annesso al convento, nel Comune di San Piero a Sieve a pochi chilometri da Villa Campestri.

Nel Mugello, dove sorge Villa Campestri, sono nati i grandi maestri del Rinascimento e da qui proveniva la più potente famiglia Fiorentina, i Medici.
Il Mugello nei corso dei secoli ha donato un incomparabile contributo al patrimonio storico-artistico italiano, essendo la patria di grandi personaggi come Giotto, il Beato Angelico o Andrea del Castagno.

Se anche tu vuoi ammirare le grandi opere del Rinascimento Fiorentino allora ti aspettiamo a Villa Campestri, ottimo punto di partenza per un tour nel Mugello e nella vicina Firenze!

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